La Rivista Italiana delle Malattie Rare

Atassia di Friedreich: al Medea di Brindisi la prima terapia con...

Il Polo Ospedaliero Scientifico di Neuroriabilitazione...

News 2024
Atassia di Friedreich: al Medea di Brindisi la prima terapia con omaveloxolone, appena...

02/08/2024

Atassia di Friedreich: al Medea di Brindisi la prima terapia con omaveloxolone, appena approvato dall’AIFA

Il Polo Ospedaliero Scientifico di Neuroriabilitazione dell’Associazione La Nostra Famiglia – IRCCS Eugenio Medea di Brindisi ha avviato la prima terapia... Il Polo Ospedaliero Scientifico di Neuroriabilitazione dell’Associazione La Nostra Famiglia – IRCCS Eugenio Medea di Brindisi ha avviato la prima terapia... Il Polo Ospedaliero Scientifico di Neuroriabilitazione dell’Associazione La Nostra Famiglia – IRCCS Eugenio Medea di Brindisi ha avviato la prima terapia... Il Polo Ospedaliero Scientifico di Neuroriabilitazione dell’Associazione La Nostra Famiglia – IRCCS Eugenio Medea di Brindisi ha avviato la prima terapia... Il Polo Ospedaliero Scientifico di Neuroriabilitazione dell’Associazione La Nostra Famiglia – IRCCS Eugenio Medea di Brindisi ha avviato la prima terapia...

Il Polo Ospedaliero Scientifico di Neuroriabilitazione dell’Associazione La Nostra Famiglia – IRCCS Eugenio Medea di Brindisi ha avviato la prima terapia approvata nel mondo per l’atassia di Friedreich (FRDA), malattia genetica rara degenerativa e progressiva del sistema nervoso caratterizzata da atassia progressiva dell'andatura e degli arti, disartria, disfagia, disfunzione oculomotoria, perdita dei riflessi tendinei profondi, segni piramidali, scoliosi e, in alcuni casi, cardiomiopatia, diabete mellito, perdita della vista e deficit dell'udito. I neuroni principalmente colpiti sono le cellule sensitive dei gangli spinali e i fasci spino-cerebellari, la cui degenerazione porta alla perdita di connessione con altre aree del cervello responsabili del controllo e della precisione dei movimenti.

La FRDA è una delle forme più comuni di atassia ereditaria e manifesta i suoi sintomi tra i 5 e i 15 anni. Tuttavia, possono comparire anche in età più giovane o più avanzata. È causata a livello genetico da alterazioni nel gene FXN, che codifica la proteina fratassina che regola i processi di utilizzo del ferro all’interno delle nostre cellule. Come risultato dell’alterazione genetica la proteina risulta fortemente deficitaria nei pazienti affetti.

A distanza di pochi giorni dall’approvazione da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco - AIFA di omaveloxolone, primo farmaco approvato nell’Unione Europea per la FRDA, il Polo Ospedaliero Scientifico di Brindisi, in quanto centro di riferimento regionale, ha avviato l’eleggibilità alla somministrazione del farmaco per la prima paziente, una ragazza di 16 anni affetta da questa grave e rara malattia genetica.

Omaveloxolone è un farmaco a somministrazione orale, indicato per il trattamento della negli adulti e negli adolescenti di età ≥ 16 anni. Il farmaco è erogabile a totale carico del servizio sanitario. Il target terapeutico è il fattore di trascrizione nucleare eritroide (Nrf2) che è appare diminuito nei pazienti con atassia di Friedreich: l’ipotesi emersa dagli studi è che un aumento di Nrf2 possa migliorare la funzionalità mitocondriale, ridurre lo stress ossidativo e l'infiammazione, portando un beneficio ai pazienti. La prescrizione di omaveloxolone richiede una approfondita conoscenza anamnestica e clinica del paziente con FRDA, il monitoraggio dei suoi possibili effetti collaterali e il follow-up clinico per determinare se il paziente ne trae realmente beneficio.

“È un’altra grande rivoluzione terapeutica nell’ambito delle malattie rare neurologiche dopo quella che abbiamo vissuto e viviamo per l’atrofia muscolare spinale - afferma Antonio Trabacca, neurologo, Direttore e Responsabile Scientifico del Polo Ospedaliero Scientifico di Brindisi - Omaveloxolone è il primo farmaco approvato nell'Unione Europea per il trattamento dell'atassia di Friedreich. Questo farmaco agisce sulla disfunzione mitocondriale che è alla base della patogenesi della malattia. Gli studi clinici hanno mostrato una buona risposta, specialmente nei pazienti più giovani, e ci aspettiamo che rallenti la progressione della malattia. Combinato con la riabilitazione, può certamente migliorare significativamente la qualità della vita dei nostri pazienti”.


 

News

02/04/2025

Spina bifida: un aumento della frequenza di variazioni del DNA può contribuire al 28% di rischio di malattia

Un importante studio (1) scientifico, che ha coinvolto una coorte di 851 pazienti affetti da mielomeningocele e 732 controlli sani, analizzati insieme ai genitori...

21/03/2025

Setacciare l’intero genoma alla ricerca delle cause delle malattie rare: il progetto GEN&RARE

Fino al 70-80% delle malattie rare potrebbe riconoscere un’eziologia genetica, ma le conoscenze in questo campo sono ancora limitate. Al fine di comprendere...

17/03/2025

Sindrome di Rett: l’Università di Trieste coordinerà la prima sperimentazione al mondo con mirtazapina

L’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), ricevuto il parere positivo del comitato etico nazionale per gli studi pediatrici, ha dato il disco verde alla prima...

14/03/2025

Giuseppe Remuzzi nella Lancet Commission on Rare Diseases

“Le malattie rare sono complesse e diffuse; rappresentano una sfida globale che richiede una risposta globale”. Con queste parole la prestigiosa rivista scientifica...

13/03/2025

Colangite biliare primitiva: dalla CE via libera a seladelpar

La Commissione Europea (CE) ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata a seladelpar per il trattamento della colangite biliare...

11/03/2025

Epilessia gelastica: a Verona primo caso trattato con metodica MRgFUS

La sindrome epilettica gelastica, detta anche del “riso sardonico” o “malattia del Jocker”, è un disturbo neurologico che provoca spasmi facciali, riso incontrollato...

×
Immagine Popup